![]() 1/Dai Sumeri a Gutenberg Dai segnali coreani del 6.000 a.C., all'efficiente servizio romano; dai "monaci postini" del Medioevo, ai primi servizi finanziari del Rinascimento:le poste sono sempre al centro della storia. 1.4. Il Medioevo 1000-1200 d.C., Alto Medioevo: nascita del sistema feudale - Si dice che i primi monasteri ricalcassero interamente l'impianto architettonico delle mansiones, le stazioni di posta romane: un largo spiazzo quadrato lastricato, con al centro un pozzo, circondato da portici con colonne che davano accesso a diversi edifici, come la foresteria, il refettorio e gli edifici attigui, la sala capitolare e, sul lato sud, ai dormitori dei monaci e dei fratelli conversi, alle stalle e ai magazzini. I monasteri, però, non mutuarono solo l'impianto architettonico del sistema postale romano, ma anche l'organizzazione: ogni convento aveva il Grande Scudiero che rivestiva l'incarico di Direttore della Posta. Un locale era destinato alla preparazione e allo smistamento della corrispondenza e su un registro si annotava ogni spedizione. Gli stessi monaci svolgevano mansioni di corrieri: portavano i plichi al convento più vicino e ricevevano la corrispondenza destinata alla propria casa o a quelle situate più oltre. I monaci cistercensi, ordine fondato nel 1099 che assunse grande importanza grazie a San Bernardo di Chiaravalle, sapevano di poter contare su una rete di monasteri di varie dimensioni, posti a 30 chilometri di distanza l'uno dall'altro, la stessa distanza percorribile in una giornata di cammino, delle mansiones romane. La copiatura dei messaggi era affidata agli amanuensi. Le Università - Nel corso del XII secolo, accanto alle scuole religiose e ai conventi, si sviluppò anche una cultura di stampo laico ad opera delle Università. Gli studenti e i docenti utilizzavano un proprio servizio postale efficiente, tempestivo, sicuro e riservato, di cui potevano disporre anche i privati. Le prime grandi Università europee (Salerno, Bologna, Parigi, Oxford, Montpellier, Orleans, Salamanca, Chartres, Padova, Pavia e Siena) godettero di notevoli privilegi economici, giuridici, e fiscali. Inoltre avevano l'autorizzazione a viaggiare liberamente nel territorio dello Stato e a organizzare e gestire la rete di corrieri. Alcuni studenti, alla ricerca di un maestro, andavano da una Università all'altra e in questo loro peregrinare, fungevano da corrieri o messaggeri: venivano chiamati clerici vagantes. 1154-1183 d. C., Federico Barbarossa e i Comuni - Federico Barbarossa inizialmente cercò di dominare i Comuni del Nord Italia che si ribellavano all'autorità imperiale e, solo in seguito, con la pace di Costanza del 1183, ne riconobbe l'autonomia. Nel 1158, anno della fondazione dell'Università di Bologna, Barbarossa emanò un editto con il quale garantiva agli studenti la sicurezza del viaggio e della residenza in città, un salario e l'esenzione da dazi, imposte e tasse. Nel 1224, suo figlio, Federico II di Svevia concesse analoghi benefici agli studenti dell'Università di Napoli. I giovani viaggiavano da una Università all'altra ed erano riuniti in organizzazioni subordinate ad un Grand Messager, titolo molto ambito dai notabili del tempo che dava loro il privilegio, viaggiando a cavallo o in carrozza, di poter trasportare merci e oggetti preziosi senza pagare alcuna tassa, dazio o pedaggio. Il messaggero del Medioevo - La rotula era una pergamena arrotolata su un cilindro di legno e poi infilata, per proteggerla, in un astuccio. Conteneva numerosi messaggi e poteva essere anche molto lunga: la risposta veniva messa in coda al messaggio precedente, via via, formando pergamene lunghe diversi metri. Da rotula deriva il termine rotularius che indicava il monaco con funzioni di messaggero. La rotula veniva letta all'intera comunità di frati. 1200 d.C., La prima posta aerea - Nel Medioevo il sistema di collegamenti si sviluppò al punto che l'abbazia di Montecassino poteva disporre di proprie navi per corrispondere con le colonie monastiche del Mediterraneo. Comandate da un frate e condotte da monaci conversi, le navi erano in realtà autentici conventi naviganti. Sulla terra ferma, intanto, i Cistercensi creavano linee di messaggeri a cavallo in grado di collegare i 6mila conventi dell'ordine sparsi in tutta Europa, dalla Spagna alla Polonia. Malgrado i rischi e i pericoli disseminati lungo i loro itinerari, i messaggeri dei monasteri erano considerati sicuri, perché l'immunità ecclesiastica garantiva loro una certa protezione. Con la crescente ricchezza degli ordini monastici, molte abbazie trasformarono le scuderie in vere stazioni di posta, dove cavalli e mezzi erano a disposizione del proprio ordine e di messaggeri laici. Nello stesso periodo in Egitto venne avviato un regolare servizio di posta aerea, con piccioni viaggiatori marchiati sulle ali e sul becco. Si pensa che questo sistema venisse usato anche da alcuni monasteri. 1097-1248 d.C., Le Crociate e gli Ordini Militari - Agostiniani, Benedettini, Cistercensi, Domenicani e Francescani vale a dire tutti gli ordini monastici o le fratellanze dell'epoca erano affiancati da ordini cavallereschi. A essi, tra l'altro, era dato il compito, che svolsero con abnegazione e successo, di restaurare gli antichi servizi di posta, detti hospitales (a lungo venne utilizzato l'originale nome latino di mansiones, mentre il termine mansio indicava la distanza tra gli hospitales). Anche pellegrini che si spostavano da un santuario all'altro sull'antica rete stradale romana, venivano impiegati per il trasporto delle pergamene. Grande impulso alla comunicazione si ebbe infine all'epoca delle Crociate (la prima risale al 1097, la sesta è nel 1248). Venezia mantenne sempre operativo il collegamento postale con Costantinopoli. 1276 d.C., La prima fabbrica della carta in Occidente - A Montefano, a pochi chilometri da Fabriano, dove oggi esiste anche un museo della carta, venne creata, nel 1276, la prima fabbrica italiana di carta. Nota ai cinesi fin dal 1000 a.C., la formula della fabbricazione era stata conservata gelosamente per secoli. A Montefano arrivarono maestri cartai di origine araba, molti dei quali già operavano da anni, nel segreto, ad Amalfi, dove esiste un altro noto museo. Più leggera, maneggevole e soprattutto a buon mercato, la carta diede un enorme impulso alla comunicazione. Ma non poteva essere usata però per atti notarili e per documenti importanti: nelle sue Decretali del 1220, Federico II fa esplicito divieto alle Curie di Napoli, Sorrento ed Amalfi di usare carta bambagina per gli atti pubblici. Al suo posto era obbligatoria la pergamena. 1300-1400 d.C., Mercanti, Fiere e corporazioni - Nell'Europa tardo medioevale, basata su un'economia di stampo essenzialmente feudale, e dunque sulla proprietà terriera, si afferma un'economia di tipo commerciale basata su scambi, risparmio e denaro. L'autonomia economica e lo sviluppo del commercio accelerarono le comunicazioni e la corrispondenza assunse un ruolo fondamentale di comunicazione commerciale e di obbligazione finanziaria, dando vita a nuove forme epistolari: la lettera di cambio, l'ordine di pagamento su conto, le lettere di assicurazione contro i rischi e cosė via. A partire dal XIII secolo, sulle vie percorse da mercanti e carovane, si svilupparono efficienti reti postali, terrestri e navali, collegate tra loro da numerose stazioni di cambio e banchine attrezzate. Il volume degli scambi aumentò considerevolmente anche grazie all'introduzione sul mercato dell'uso della carta, che sostituì progressivamente la pergamena. Ogni corporazione professionale aveva una propria efficiente rete commerciale, di cui però era vietato l'uso alla corte imperiale, ai principi e alle amministrazioni municipali. Gli scambi erano molto intensi: ogni compagnia inviava circa 50-60 lettere la settimana, duplicate a mano per motivi di sicurezza. © Poste Italiane S.p.A., 2002 << indietro avanti >> |