Le Poste degli altri/2 - Gran Bretagna

La Royal Mail è sempre in bilico fra pubblico e privato: è "sfuggita" alle grandi privatizzazioni della Thatcher, è "scampata" ai tagli promessi da Tony Blair, ma ora il Governo Brown ha varato un piano di riduzione del numero degli uffici per risparmiare.
dal_mondo Il postino potrà suonare non più di un paio di volte alla settimana, scriveva l'altro giorno il Guardian, il quotidiano più progressista di Londra. Questo potrebbe accadere almeno nelle località più remote, dove sulla base del principio del servizio universale il recapito avviene rigorosamente sei giorni a settimana, «anche quando si tratta di prendere un traghetto nel mare del Nord in tempesta per andare a portare le lettere in qualche isoletta sperduta». Il servizio universale potrebbe non essere più garantito al cento per cento, e questo per gli inglesi, legati quanto nessun altro alle tradizioni, è un trauma più forte di quanto potrebbe esserlo per qualsiasi altro popolo.



grafico Gran Bretagna Insieme all'autobus a due piani, al panciuto taxi nero con i predellini, alla cabina del telefono con il vetro a scacchi, è uno dei simboli della Gran Bretagna: la cassetta della posta rossa fiammante, con la scritta ERVIII (che sta per Eduardus Rex the Seventh) e il marchio reale stampigliato. Un'icona di successo, al punto che un suo modellino, trasformato in minisalvadanaio, è tra gli oggetti da sempre più acquistati dai turisti nei negozi di souvenir di Londra. Ma anche per la Royal Mail, la Posta Reale, è venuto il momento di cambiare, e il cambiamento non sarà indolore. Una delle poche aziende statali che sfuggirono all'ondata di privatizzazioni lanciate da Margaret Thatcher negli anni Ottanta, la Posta rimane una società pubblica controllata dal Governo. E questo, almeno per il momento, pare destinato a restare immutato. Il resto no. Il Governo di Gordon Brown, seguendo piani approvati da Tony Blair ma che il predecessore non era mai riuscito ad attuare, ha varato un programma di riforme che prevede tagli del personale, chiusura degli uffici postali di campagna e di località isolate, modernizzazione dei servizi.



ups I sindacati, accusando il Governo di volere salari troppo bassi e orari "da schiavi" per i postini del Regno, hanno già incrociato le braccia una volta l'autunno scorso, con tre giorni di sciopero e promettono altre interruzioni del lavoro a singhiozzo. Il premier Brown non demorde: "Non ci sono giustificazioni per queste proteste, occorre un accordo per adeguare le poste alle esigenze del ventunesimo secolo". La Royal Mail, in verità, è già cambiata non poco negli ultimi due decenni, come del resto le aziende postali dei principali paesi dell’Europa. Non si limita più a recapitare lettere e cartoline, 84 milioni al giorno il totale, attraverso i suoi 14.376 uffici postali sparsi per il paese: con notevole precisione, nonostante qualche lamentela su ritardi e lettere smarrite, se si pensa che la maggior parte della popolazione paga tutte le bollette per posta. Ma negli uffici postali si può fare molto altro: aprire libretti di risparmio, acquistare titoli, fare investimenti, cambiare valuta, per quel che riguarda i servizi bancari; e poi acquistare cancelleria, libri, dvd; sottoscrivere polizze sulla vita, sulla macchina, sugli animali domestici; firmare contratti per abbonamenti alla televisione via cavo, a Internet e di telefonia mobile.

E ancora: la Royal Mail offre servizi di marketing, di posta elettronica, di consegna a domicilio personalizzati. Anche per questo ha raggiunto un fatturato annuo di oltre 9 miliardi di sterline, pari a circa 13 miliardi di euro, con un attivo di quasi 450 milioni di sterline nel 2007. Non è ancora abbastanza, sostiene però il Governo: il servizio deve progredire e puntare a una maggiore efficienza, se non altro per poter reggere il passo con la concorrenza dei servizi privati di recapito (sono fortissime qui sia la Dhl che la Ups) che già si sono accaparrati il 20% del mercato, percentuale che sale al 40% se si considera il mercato costituito dalle grandi aziende e dagli enti.

www.royalmail.com
www.royalmailgroup.com
www.postoffice.co.uk
www.parcelforce.com


Cuneo
Assemblea Annuale Confindustria Cuneo, con la partecipazione di Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria ore 11 - Albergo dell'Agenzia, Via Fossano 21, Pollenzo (Bra).
Milano
Conferenza stampa Fiamp, la Federazione Italiana dell'Accessorio Moda e Persona che nasce con la finalità primaria di promuovere le produzioni del settore e difendere il marchio in sede europea. Partecipa Andrea Moltrasio, vice Presidente per l'Europa di Confindustria. Ore 11.30 - c/o Fondazione Edison, Foro Buonaparte 1.
Londra
La Banca d'Inghilterra si riunisce per deliberare sui tassi. La previsione è di un tasso-base (il "bank-rate") immutato al 5%.