dcsimg
La versione del tuo browser non è aggiornata. Per una migliore navigazione del sito, scarica la versione più recente.

FAQ Buoni e Libretti Domande frequenti sui Buoni fruttiferi postali e sui Libretti di risparmio postale.

Emittente

CDP è l’emittente dei Buoni fruttiferi e dei Libretti di risparmio postali, garantiti dallo Stato. Questi prodotti sono distribuiti da Poste Italiane attraverso gli oltre 12 mila sportelli dislocati su tutto il territorio nazionale. CDP è l’Istituto Nazionale di Promozione, il cui obiettivo è lo sviluppo dell’economia italiana. In particolare, finanzia gli investimenti pubblici, sostiene la cooperazione internazionale ed è catalizzatore dello sviluppo delle infrastrutture del Paese. Inoltre, supporta le imprese italiane, favorendo l’innovazione e la crescita, promuovendo l’export e l’internazionalizzazione. Per ulteriori informazioni visita cdp.it.

Buoni fruttiferi postali

I Buoni fruttiferi postali possono essere emessi in forma cartacea o dematerializzata.
Per i Buoni emessi in forma cartacea, il sottoscrittore, in fase di sottoscrizione, riceve un titolo cartaceo la cui presentazione è necessaria per effettuarne il rimborso sia anticipato che a scadenza. Il sottoscrittore è responsabile della custodia e dell'utilizzo del titolo in proprio possesso. Tali Buoni sono emessi in tagli da 50 euro e multipli.
I Buoni emessi in forma dematerializzata sono rappresentati esclusivamente da una scrittura contabile effettuata su un conto di regolamento (Libretto di risparmio postale o conto corrente Bancoposta). Tali Buoni devono recare la medesima intestazione del relativo conto di regolamento. Nel caso di richiesta di rimborso del Buono, a scadenza o anticipato, l'accredito del montante maturato avviene automaticamente sul conto di regolamento. Il conto di regolamento non può essere estinto in presenza di Buoni in essere. I Buoni dematerializzati sono emessi in tagli da 50 euro e multipli e possono essere rimborsati anticipatamente sia per il totale dell’importo sottoscritto, sia parzialmente, comunque nel rispetto del taglio minimo e multipli.
È ammessa la cointestazione dei Buoni a più soggetti in numero non superiore a quattro, con facoltà di rimborso disgiunto per ciascun intestatario, fatta salva la possibilità di escludere detta facoltà all'atto della sottoscrizione. Non sono ammesse cointestazioni tra soggetti maggiorenni e minorenni, né tra soggetti minorenni. 
 
La clausola "cpfr" significa "con pari facoltà di rimborso": ciascuno degli intestatari può autonomamente richiedere il rimborso del Buono, presentando il titolo cartaceo all'atto della richiesta. 
I Buoni rappresentati da documenti cartacei sono sottoscrivibili e rimborsabili in qualunque ufficio postale. Il rimborso può avvenire a vista se presentato nell’ufficio postale di emissione, mentre, se richiesto in un ufficio postale diverso da quello di emissione, sono necessari 4 giorni lavorativi per i dovuti accertamenti. Il capitale investito in Buoni fruttiferi postali è sempre rimborsabile in contanti (nei limiti della disponibilità di cassa) o con modalità alternative al contante (vaglia circolare, accredito su Libretto di risparmio postale o su conto corrente BancoPosta).
I Buoni dematerializzati sono sottoscrivibili e rimborsabili, presso gli uffici postali, nonché, per le tipologie che lo prevedono, attraverso i siti risparmiopostale.it e poste.it. Per la sottoscrizione è necessaria la titolarità di un conto corrente postale o di un Libretto di risparmio postale (conto di regolamento). I Buoni sottoscritti avranno la medesima intestazione del conto di regolamento. Le sottoscrizioni e i rimborsi effettuati tramite i predetti siti internet sono consentiti ai titolari di Libretto Smart e ai titolari di conto corrente BancoPosta abilitati ai servizi online dispositivi.
La variazione del conto di regolamento è consentita, purché i due conti di regolamento rechino la medesima intestazione. 
Il processo di dematerializzazione dei Buoni cartacei è consentito secondo le modalità indicate presso l'ufficio postale, sempre a condizione che il titolo da dematerializzare ed il Libretto postale o conto corrente Bancoposta destinato a fungere da conto di regolamento rechino la medesima intestazione. 
Il Buono fruttifero postale diventa infruttifero dal giorno successivo alla scadenza naturale del titolo. Si ricorda tuttavia che i Buoni fruttiferi postali Ordinari emessi fino al 27/12/2000 restano fruttiferi fino al compimento del trentesimo anno solare successivo a quello di emissione.
 
I Buoni fruttiferi postali emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti dalla ritenuta fiscale. Viceversa, in virtù di quanto stabilito dal D.L. 19 settembre 1986 n. 556 (pubblicato sulla G.U. n. 219 del 20 settembre 1986), convertito dalla L. 17 novembre 1986 n. 759, istitutivo della ritenuta erariale, gli interessi maturati sui Buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987, sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 6,25%, i Buoni emessi dal 1° settembre 1987 al 23 giugno 1997 sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 12,50%. Tale ritenuta è stata soppressa con il D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239 (pubblicato sulla G.U. n. 102 del 3 maggio 1996) e sostituita con l'imposta sostitutiva sugli interessi, stabilita, per quanto concerne i Buoni, sempre nella misura del 12,50%.
I Buoni ordinari emessi fino alla data del 27/12/2000 (Serie "Z") hanno una durata di 30 anni; quelli emessi successivamente (dalla serie "A1" in poi) hanno una durata ventennale. I Buoni ordinari a trenta anni maturano interessi (per bimestri conclusi di anzianità) fino al 31 dicembre dell'anno solare di scadenza del titolo, i Buoni ventennali cessano di essere fruttiferi esattamente alla scadenza del ventesimo anno. I Buoni trentennali maturano interessi in regime di capitalizzazione composta nei primi venti anni e in regime di capitalizzazione semplice dal ventunesimo al trentesimo anno. La capitalizzazione degli interessi è composta per tutta la durata dei Buoni ordinari ventennali.
I Buoni delle serie "O" e "P" hanno subito delle variazioni dei tassi di rendimento fissati al momento dell'emissione per effetto del Decreto del Ministro del Tesoro del 13 giugno 1986 (G.U. n. 148 del 28 giugno 1986). Tale decreto, in occasione dell'emissione della serie "Q", ha esteso i nuovi rendimenti ai montanti maturati alla data del 1° gennaio 1987 di tutte le serie precedenti, comprese quindi la "O" e la "P".
Di conseguenza, la tabella riportata sul retro del titolo non ha valore ai fini dell'esatta liquidazione del valore di rimborso. La variazione in diminuzione operata con il citato decreto è avvenuta in virtù dell'art. 173 del codice postale - D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 - che prevedeva la possibilità di estendere le variazioni dei tassi dei Buoni postali fruttiferi "ad una o più delle precedenti serie". Tale D.P.R. è stato abrogato dall'art. 9 del Decreto del Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 19 dicembre 2000 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 2000) e quindi non sarà più possibile operare variazioni dei tassi di rendimento dei Buoni emessi in precedenza, fatte salve le variazioni già intervenute nel passato.
I Buoni rappresentati da documenti cartacei nominativi si prescrivono trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo. La prescrizione del titolo fa venir meno il diritto al rimborso sia del capitale investito che degli interessi maturati. I Buoni cartacei emessi fino al 13 aprile 2001 si prescrivono in favore del MEF; l’importo dei Buoni cartacei prescritti emessi dal 14 aprile 2001, invece, in base alla normativa sui depositi dormienti, è versato al Fondo istituito presso il MEF (art. 1, comma 345-quinquies, L. 23 dicembre 2005, n. 266). I Buoni prescritti restano esclusi da qualsiasi rimborso (cfr. Comunicato Stampa N° 260 del 30 dicembre 2013 del Ministero dell'Economia e delle Finanze e Circolare del Ministero del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 3 novembre 2010). I Buoni dematerializzati non possono cadere in prescrizione in quanto vengono rimborsati alla scadenza e il relativo importo accreditato automaticamente sul conto di regolamento dell'intestatario.
Per maggiori informazioni consulta l'Avviso Buoni prescritti.
È il servizio ("PdR") offerto da Poste Italiane per l'acquisto di Buoni emessi in forma dematerializzata mediante un programma di sottoscrizioni periodiche. Per l'apertura di un Piano di Risparmio è necessaria la titolarità con pari intestazione di un conto corrente postale o di un Libretto di risparmio postale sul quale vengono contabilmente regolate le operazioni di addebito relative alla sottoscrizione dei Buoni. Attualmente sono disponibili due diversi Piani di Risparmio:
  • "Piccoli e Buoni", che permette la sottoscrizione di Buoni dedicati ai minori e che necessita anche di un Libretto Speciale dedicato ai minori su cui verranno collegati i diversi Buoni sottoscritti;
  • "risparmiosemplice”, riservato esclusivamente alle persone fisiche maggiorenni, che permette la sottoscrizione di Buoni 4 anni risparmiosemplice.
Il riconoscimento del tasso maggiorato previsto per tale tipologia di Buoni, resta subordinato al positivo accertamento, effettuato da Poste Italiane, della ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti per la sottoscrizione di tale tipologia di Buoni. 
È possibile presentare apposita richiesta presso qualunque ufficio postale finalizzata a determinare l'esistenza e la vigenza di Buoni. Tale ricerca comporta il pagamento di una commissione che varia in base al numero di uffici postali coinvolti nella ricerca. In generale, si consiglia di individuare più informazioni possibili (località di sottoscrizione, periodo, anche se non la data esatta, ecc. ...) al fine di agevolare la ricerca. 
 
È possibile richiedere il duplicato di Buoni smarriti/sottratti/distrutti previo espletamento della procedura di ammortamento, secondo le norme contenute nella Legge 30 luglio 1951, n. 948. La duplicazione può essere richiesta presso qualunque ufficio postale mediante compilazione e sottoscrizione della denuncia di perdita sulla quale devono essere indicati gli estremi necessari per l'identificazione del Buono e, sommariamente, le circostanze dell'evento nonché, solo in caso di sottrazione, gli estremi della denuncia presentata agli Organi di Pubblica Sicurezza. La richiesta deve essere fatta dall'intestatario o da un suo procuratore (da tutti gli intestatari in caso di Buoni cointestati), nel caso di un intestatario minore di età dai genitori in qualità di esercenti la patria potestà, da tutti gli eredi in caso di titoli caduti in successione. Secondo la normativa vigente, l'ufficio postale provvede a affiggere nei propri locali aperti al pubblico un "avviso/diffida" per 30 giorni consecutivi nel caso di Buoni dal valore nominale inferiore a 516,46 euro (1.000.000 di lire) o 90 giorni consecutivi nel caso di Buoni dal valore nominale uguale o superiore a 516,46 euro (1.000.000 di lire). Trascorso tale periodo è possibile il rilascio del duplicato. La duplicazione del Buono cartaceo comporta il pagamento di 1,55 euro indipendentemente dal valore nominale dello stesso. 
Posto che i Buoni sono titoli nominativi non cedibili, salvo essere trasferiti per decesso dell'intestatario ed in considerazione che il titolare di ciascun Buono viene censito nell'Anagrafe generale di Poste Italiane S.p.A., non è assolutamente possibile modificare l'intestazione originaria dei titoli. In alternativa, è possibile richiedere l'emissione di un Buono in favore di altro soggetto; in tal caso, nel modulo di richiesta emissione Buoni cartacei, il richiedente l'emissione deve specificare le esatte generalità dell'intestatario - cognome, nome, luogo e data di nascita - nonché presentare copia di un valido documento d'identità e del codice fiscale del soggetto al quale si intende intestare il titolo. Ciò al fine di consentire all'ufficio postale di censire in Anagrafe il titolare del rapporto.
Il servizio depositi è stato espletato dalla Cassa depositi e prestiti fino al 2003 attraverso uffici decentrati del Ministero del Tesoro, ora Ministero dell'economia e delle finanze (MEF).
A seguito della trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni, intervenuta ai sensi del D.L. n. 269/2003, la titolarità del servizio depositi è stata trasferita direttamente al MEF: i richiami alla Cassa depositi e prestiti contenuti in leggi, regolamenti, provvedimenti e convenzioni vigenti sono quindi da intendersi ora riferiti al MEF.
Pertanto, per ogni informazione relativa ai depositi in argomento, è necessario prendere contatto con gli uffici del MEF di seguito indicati:
  • Ragionerie Territoriali dello Stato (RTS) per la gestione operativa del servizio (informazioni, presentazione domande e documentazioni, notizie sui pagamenti, ecc.) www.rgs.mef.gov.it;
  • Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro - Via Casilina, n. 3 - 00182 Roma- Tel. centr. 06.476111, per il coordinamento amministrativo-contabile www.dag.mef.gov.it.
Nella sezione Portafoglio trovi tutti i Buoni cartacei e i Buoni dematerializzati regolati su conto corrente BancoPosta, su Libretto Smart e Libretto Ordinario con funzionalità informative online attive. Puoi anche aggiungere manualmente i tuoi Buoni cartacei sottoscritti prima del 1° gennaio 2009 per tenere sempre sotto controllo il loro valore e la data di scadenza.

Buoni fruttiferi postali dedicati a minori

È possibile intestare un Buono dedicato ai minori di età a bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo (non compiuti o che sono compiuti nel mese di sottoscrizione).
A partire dalle emissioni del 5 ottobre 2003 non è più possibile cointestare un Buono ad un minore e ad un maggiore di età né cointestare un Buono a più minorenni.
Nel caso in cui si intenda rimborsare un Buono dedicato ai minori di età quando l'intestatario è ancora minorenne, è necessario richiedere un provvedimento di autorizzazione del Giudice Tutelare. In tal caso sarà rimborsato il capitale e gli interessi maturati fino al momento della richiesta di rimborso. I tassi di interesse nominali annui lordi sono quelli relativi ai Buoni ordinari emessi nel medesimo mese di emissione del Buono dedicato ai minori, ridotti della misura indicata nei relativi FI.
Nel caso in cui si intenda rimborsare un Buono quando l'intestatario/cointestatario è ancora minorenne, per i Buoni emessi antecedentemente al 28/12/2000 (data di introduzione della nuova normativa sui Buoni) è sufficiente la firma congiunta di entrambi i genitori che quietanzano in qualità di esercenti la potestà genitoriale; per i Buoni emessi successivamente a quella data è necessario richiedere un provvedimento di autorizzazione del Giudice Tutelare. In tal caso sarà rimborsato il capitale e gli interessi maturati fino al momento della richiesta di rimborso.

Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione

Per i Buoni indicizzati all'Inflazione Italiana emessi da febbraio 2016 a maggio 2010 o da luglio 2001, il valore di rimborso si ottiene moltiplicando l'importo sottoscritto per il Coefficiente di Capitalizzazione Complessivo. Tale coefficiente è il risultato del prodotto tra:
  • il coefficiente di capitalizzazione relativo all'ultimo bimestre concluso determinato sulla base degli interessi reali minimi garantiti (cfr. Foglio Informativo, Tabella B);
  • il coefficiente di indicizzazione con il quale viene rivalutato il capitale investito, pari al massimo tra 1 ed il rapporto tra il valore dell'Indice FOI relativo al terzo mese antecedente la data del compimento dell'ultimo bimestre di anzianità concluso e il valore del medesimo indice relativo al terzo mese antecedente la data di sottoscrizione del Buono (cfr. Foglio Informativo "Parte III - Termini e modalità per la rivalutazione del capitale").
Per i Buoni indicizzati all’Inflazione Italiana emessi da giugno 2010 a giugno 2011, il valore di rimborso si ottiene moltiplicando l'importo sottoscritto per il Coefficiente di Capitalizzazione Complessivo. Tale coefficiente è il risultato del prodotto tra:
  • il coefficiente di capitalizzazione relativo all'ultimo bimestre concluso determinato sulla base degli interessi fissi garantiti (cfr. Foglio Informativo, Tabella B);
  • il coefficiente di indicizzazione con il quale viene rivalutato il capitale investito. Tale coefficiente:
  • per i bimestri precedenti l'inizio del periodo di rivalutazione all'Indice FOI (indicato nel foglio informativo relativo alla serie in esame), è pari a 1;
  • per i bimestri successivi all'inizio del periodo di rivalutazione all'Indice FOI, è pari al massimo tra 1 ed il rapporto tra il valore dell'Indice FOI relativo al terzo mese antecedente la data del compimento dell'ultimo bimestre di anzianità concluso e il valore del medesimo indice relativo al terzo mese antecedente la data di inizio del periodo di rivalutazione all'Indice FOI (cfr. Foglio Informativo "Parte III - Termini e modalità per la rivalutazione del capitale").
 
Tutti i coefficienti lordi e netti e il valore dell’indice FOI sono reperibili sul sito della Cassa depositi e prestiti nella sezione dedicata al risparmio postale "Indici rivalutazione capitale" nel quale è sufficiente indicare il mese di sottoscrizione o il nome della serie.
L'indice FOI è pubblicato mensilmente sul sito dell'ISTATe rilevabile sul circuito Bloomberg.
In alternativa è possibile consultare la sezione dedicata al Riepilogo Indici Istat FOI dei Buoni indicizzati all'inflazione italiana disponibile sul sito della Cassa depositi e prestiti.
Il valore di rimborso di un Buono Indicizzato all'Inflazione italiana è determinato dalla maturazione degli interessi minimi e dalla rivalutazione per l'inflazione realizzata nel periodo di riferimento (tramite l'applicazione del coefficiente di indicizzazione).
La sola applicazione del tasso minimo genererebbe valori di rimborso sempre crescenti. L’aggiunta della rivalutazione all’inflazione, sebbene non possa provocare una discesa del Valore di Rimborso al di sotto della soglia determinata dagli interessi minimi, può generare variazioni non crescenti nel tempo.
L’inflazione, infatti, presenta un andamento “stagionale” causato dalla presenza di festività, dall’accredito delle tredicesime o da altri eventi tipici di alcuni periodi dell’anno che provocano un aumento/diminuzione generale degli acquisti. Ad esempio, nei mesi di agosto e settembre, per effetto delle vacanze estive, i prezzi non generalmente più alti di quelli dei successivi mesi di ottobre e novembre.
Poiché se diminuisce l’indice dei prezzi al consumo (FOI) scende anche il coefficiente di indicizzazione, può capitare che in alcuni momenti dell’anno il valore di rimborso del Buono sia inferiore a quello immediatamente precedente.
Per completezza si ritiene opportuno segnalare che l'applicazione dell'imposta di bollo, ove dovuta, potrebbe in linea teorica determinare in alcuni casi un valore di rimborso netto inferiore al valore nominale sottoscritto. In tali casi, per iniziativa di Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, in caso di rimborso anticipato non verrà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Tale importo non addebitato è calcolato sulla base delle aliquote vigenti alla data del 4 dicembre 2014. 
Non tutte le serie di Buoni Indicizzati all'Inflazione italiana rivalutano il capitale dal diciottesimo mese in poi. Le serie emesse tra il 1 giugno 2010 e il 30 aprile 2011, infatti, vedono rivalutare capitale e interessi dal quarto anno in poi mentre le serie emesse tra il 1 maggio 2011 e il 30 giugno 2011 vedono rivalutare il capitale e gli interessi dal terzo anno in poi.
 
La variazione da parte dell'Istat della base di calcolo (c.d. "ribasamento") dell'indice FOI, al quale sono legati i rendimenti dei Buoni Indicizzati all'inflazione italiana e dei Buoni Indicizzati all'inflazione Extra, è un evento che negli anni si è verificato diverse volte: le ultime due variazioni sono intervenute a febbraio 2011 ed a febbraio 2016.
Tale ribasamento non incide in alcun modo sui rendimenti dei Buoni indicizzati all'inflazione, ma solo sul meccanismo di calcolo degli stessi. Per maggiori dettagli, puoi consultare l'Avviso presente negli uffici postali e la Nota Tecnica predisposta da Cdp.

Rimborso Buoni fruttiferi postali

Il capitale investito in Buoni è sempre rimborsabile con gli eventuali interessi maturati. Non sono corrisposti interessi per i Buoni rimborsati prima che sia trascorso il termine minimo previsto nella Scheda di Sintesi relativa alla specifica tipologia e/o serie di Buoni sottoscritti. Al momento del rimborso del Buono, l’importo complessivo viene accreditato automaticamente sul conto corrente BancoPosta o Libretto di Risparmio postale dell’intestatario del Buono sul quale era regolato.
Il capitale è sempre rimborsato al 100%, al netto degli eventuali oneri di natura fiscale, mentre gli interessi non sono corrisposti se il rimborso avviene prima che sia trascorso un determinato numero di mesi dalla sottoscrizione. Tale periodo è diverso per le varie tipologie di Buoni: 2 mesi, per i Buoni Impresa; 6 mesi, per i Buoni a 18 mesi; 12 mesi, per i Buoni Ordinari, per i Buoni a 3 anni Fedeltà, per i Buoni a 3 anni, per i Buoni a 3 anni EXTRA, per i Buoni Renditalia, per i Buoni Europa, per i Buoni RisparmiNuovi, per i Buoni EreditàSicura; 18 mesi, per i Buoni Indicizzati all'inflazione, i Buoni Indicizzati all'inflazione EXTRA, i Buoni dedicati ai minori, i Buoni Indicizzati a Scadenza e i Buoni DiciottomesiPlus; 24 mesi per i Buoni Premia, per i Buoni a 2 anni Plus; 36 mesi per i Buoni 3,50, per i Buoni a 3 anni Plus, per i Buoni Fedeltà; 7 anni per i Buoni 7insieme.
Per i Buoni 3x4, 3x4Fedeltà e 3x4RisparmiNuovi gli interessi maturati nel corso del primo triennio non sono corrisposti se i Buoni sono rimborsati prima che siano trascorsi tre anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del secondo triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi sei anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del terzo triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi nove anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del quarto triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi dodici anni dalla sottoscrizione.
Per i Buoni 4x4, 4x4Fedeltà e 4x4RisparmiNuovi gli interessi maturati nel corso del primo quadriennio non sono corrisposti se i Buoni sono rimborsati prima che siano trascorsi quattro anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del secondo quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi otto anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del terzo quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi dodici anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del quarto quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi sedici anni dalla sottoscrizione.
 
Tutte le tipologie di Buoni fruttiferi postali garantiscono il rimborso del 100% del capitale sottoscritto, pertanto non esiste la possibilità che il valore di rimborso del Buono risulti inferiore al valore nominale del Buono stesso in qualunque momento venga richiesto il rimborso. Si ritiene opportuno segnalare che l'applicazione dell'imposta di bollo, ove dovuta, potrebbe determinare in alcuni casi un valore di rimborso netto inferiore al valore nominale sottoscritto. In tali casi, su iniziativa di Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, in caso di rimborso anticipato, non sarà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Tale importo non addebitato è calcolato sulla base delle aliquote vigenti alla data del 4 dicembre 2014. 
Tutte le tipologie di Buoni fruttiferi postali garantiscono il rimborso del 100% del capitale sottoscritto, pertanto non esiste la possibilità che il valore di rimborso del Buono risulti inferiore al valore nominale del Buono stesso in qualunque momento venga richiesto il rimborso. Si ritiene opportuno segnalare che l'applicazione dell'imposta di bollo, ove dovuta, potrebbe determinare in alcuni casi un valore di rimborso netto inferiore al valore nominale sottoscritto. In tali casi, su iniziativa di Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, in caso di rimborso anticipato, non sarà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Tale importo non addebitato è calcolato sulla base delle aliquote vigenti alla data del 4 dicembre 2014. 
È possibile rimborsare anche una frazione del valore nominale del Buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro, ad eccezione dei Buoni 7insieme per i quali gli importi sono pari a 1.000,00 euro e multipli. I Buoni Impresa possono essere rimborsati anticipatamente anche per una frazione del valore nominale del Buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro e solo per la parte di valore nominale eccedente il taglio minimo iniziale di 5.000,00 euro.
I Buoni fruttiferi cartacei sono caratterizzati dall'indivisibilità e non sono rimborsabili parzialmente.
 
Tutti i Buoni distribuiscono gli interessi solo al momento del rimborso, sia esso anticipato o a scadenza, a patto che il rimborso avvenga dopo il periodo iniziale di infruttiferità.
Se il Buono viene rimborsato durante il periodo di infruttiferità viene riconosciuto unicamente il capitale investito. Nessun Buono distribuisce cedole di interessi durante la sua vigenza. Il Buono 7insieme è l'unico Buono che distribuisce flussi monetari durante la sua vigenza; essi sono, però, quote di capitale.
Gli interessi maturati sui Buoni fruttiferi postali emessi a favori di soggetti c.d. nettisti (ad esempio persone fisiche residenti in Italia) a partire dal 21 settembre 1986 fino al 31 dicembre 1996 (appartenenti alle serie "Q", "R", ed "S") - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale. Per i Buoni della serie "S", emessi dal 1° gennaio 1997 al 30 giugno 1997, gli interessi - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente, al netto dell'imposta sostitutiva. Per i Buoni emessi dal 1° luglio 1997 (serie "T" e successive), gli intessessi - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente, al lordo dell'imposta sostitutiva. Quanto sopra, secondo l'art. 7, del DM Tesoro del 23 giugno 1997 (G.U. n. 145/1997) il quale, nell'istituire i Buoni fruttiferi postali della nuova serie "T", ha così disposto: "I Buoni postali della nuova serie ordinaria contraddistinti con la lettera «T», e i Buoni postali della precedente serie ordinaria «S» emessi a decorrere dal 1° gennaio 1997 a favore di soggetti diversi da quelli previsti all'art. 2 e con le eccezioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239 maturano interessi che saranno, per i primi venti anni, capitalizzati annualmente al lordo dell'imposta sostitutiva di cui all'art. 2, primo comma, decreto legislativo del 1° aprile 1996, n. 239. Per i Buoni postali fruttiferi della serie ordinaria «S» emessi a decorrere dal 1° gennaio 1997 a favore dei soggetti previsti all'art. 2 e con le eccezioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli interessi saranno, per i primi venti anni di vita del titolo, capitalizzati annualmente al netto dell'imposta sostitutiva. Per i Buoni delle serie ordinarie contraddistinte con le lettere «Q», «R» ed «S» emessi fino al 31 dicembre 1996 a favore di qualsiasi soggetto, gli interessi continueranno, per i primi venti anni di vita del titolo, ad essere capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale". Esemplificando, il valore di rimborso netto di un Buono emesso dal 21 settembre 1986 fino al 23 giugno 1997 è calcolato capitalizzando il precedente valore di rimborso netto al tasso netto corrispondente. Il montante lordo sarà invece uguale al precedente valore di rimborso netto capitalizzato al tasso lordo relativo.
Per un Buono emesso, invece, dal 24 giugno 1997 il valore di rimborso lordo sarà uguale al precedente valore di rimborso lordo capitalizzato al tasso lordo relativo. Mentre il valore di rimborso netto sarà pari al valore di rimborso lordo dello stesso periodo al netto dell'imposta sostitutiva.
I Fogli Informativi, disponibili per i Buoni emessi dal 28/12/2000, riportano i coefficienti di capitalizzazione. Il valore di rimborso è il prodotto tra l'importo del Buono sottoscritto e il coefficiente di capitalizzazione corrispondente. La tabella riporta sia il coefficiente lordo che netto, quest'ultimo da utilizzare per il calcolo dell'importo netto rimborsabile. In alternativa e per i Buoni emessi anche antecedentemente alla data riportata è possibile visionare lo sviluppo dei valori di rimborso su questo sito internet e su quello della Cassa depositi e prestiti nelle sezioni dedicate al calcolo dei rendimenti. 
Non è possibile rimborsare un Buono prescritto. Più in dettaglio, con la trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni (ai sensi dell'art. 5, comma 3, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n. 326) i Buoni emessi fino al 13/04/2001, inclusi i Buoni a termine emessi nel periodo 1986-1988, sono stati trasferiti al Ministero dell'Economia e delle Finanze (consulta l’Elenco delle serie e dei relativi termini di emissione), equiparati a tutti gli effetti ai titoli del debito pubblico e pertanto disciplinati dalle medesime norme. In particolare, per quanto riguarda la prescrizione dei titoli del debito pubblico si applicano le norme previste nel Codice Civile (art. 23 D.P.R. 30 dicembre 2003 n. 398). Per completezza si riporta inoltre il link al Comunicato Stampa N° 260 del 30 dicembre 2013 del Ministero dell'Economia e delle Finanze .
È possibile notificare un'opposizione al rimborso direttamente presso un qualunque ufficio postale o mediante notifica di un ufficiale giudiziario.
Per i Buoni fruttiferi postali emessi fino al 27.12.2000 si applica l'art. 157 del Codice Postale (D.P.R. n. 156/1973) per il rinvio contenuto nell'art. 182 dello stesso Codice, e pertanto le opposizioni al rimborso sono ammesse: a) esclusivamente da parte di ciascuno degli intestatari nel caso di Buoni emessi a favore di più persone; b) da parte dei rappresentanti legali; c) da parte di ciascun coerede, sui Buoni intestati o cointestati a persone defunte; d) da parte dei titolari i cui Buoni si trovino in possesso di altre persone. Il pagamento del Buono resta bloccato fino a revoca dell'opposizione da parte di chi l'ha effettuata o su provvedimento autorizzativo dell'Autorità Giudiziaria.
Per i Buoni fruttiferi postali emessi dal 28.12.2000 (data di entrata in vigore del D.M. 19 dicembre 2000 con la quale sono state abrogate alcune norme del Codice Postale, tra cui l'art. 157), non è più ammissibile l'opposizione al rimborso formulata da uno dei cointestatari con pari facoltà di riscossione o da altri aventi diritto, secondo quanto in precedenza previsto dal Codice Postale. Il rimborso di tali Buoni, sia cartacei che dematerializzati, può comunque essere impedito mediante un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che ordini a Poste la sospensione del pagamento. L'ufficio postale non può procedere al rimborso, fino alla notifica di un successivo provvedimento di rimozione dell'impedimento.
Per i Buoni fruttiferi postali rappresentati da documento cartaceo emessi dal 5.9.2005, l'ufficio postale non procede al rimborso sia in presenza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, sia - in base alle condizioni generali di contratto per la sottoscrizione di Buoni utilizzate a partire da detta data - in presenza di opposizione scritta al rimborso da parte di uno dei cointestatari o di uno degli eredi del cointestatario deceduto, o del rappresentante dell'interdetto o dell'inabilitato e ciò solo nel caso in cui si sia verificata la morte o la sopravvenuta incapacità di uno dei cointestatari.
Al momento del rimborso è necessario presentare un certificato di "congrue generalità" rilasciato dal Comune di nascita dal quale si possa evincere che il soggetto che si presenta per il rimborso e il soggetto con le generalità riportate sul titolo sono la stessa persona.
È necessario recarsi presso il Consolato italiano del paese in cui si risiede. In quella sede è necessario compilare e sottoscrivere un modulo (Delega speciale per riscuotere Buoni e Libretti postali. Tale modulo, autenticato dal Consolato, unitamente al titolo in originale, fotocopia di un valido documento di identità e codice fiscale dovranno essere inviati a Poste Italiane S.p.A. - Bancoposta - Operazioni Servizio Risparmio - Via di Tor Pagnotta, 2 - 00143 Roma. Poste Italiane, effettuato il rimborso del titolo, provvede a inviare l'importo corrispondente mediante assegno vidimato non trasferibile intestato al beneficiario o mediante bonifico estero con accredito sul conto corrente bancario in base alla scelta tra le due modalità indicata dall'avente diritto nell'apposito modulo, anch'esso reperibile presso il Consolato.
Gli importi dovuti ai beneficiari del Buoni fruttiferi postali, emessi dal 14 aprile 2001 in forma cartacea, che non sono stati rimborsati entro il termine di prescrizione di dieci anni dalla scadenza, sono versati al Fondo costituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze.
Scopri di più leggendo l’Avviso Buoni fruttiferi postali cartacei e l'Avviso Buoni prescritti.

Libretti di risparmio postale

I Libretti di risparmio postale nominativi ordinari possono essere intestati a più persone fisiche, in numero non superiore a quattro. A partire dal 31/10/2004, non sono possibili cointestazioni tra soggetti maggiorenni e minorenni, né tra minorenni.

No, possono operare anche autonomamente se il Libretto è stato aperto con l'apposizione della clausola della pari facoltà di disposizione. In caso di apertura del Libretto Smart e del Libretto dematerializzato, i cointestatari si intendono sempre a firma disgiunta.
 
Nessuna spesa o commissione è dovuta per l'apertura, la gestione e l'estinzione del Libretto. È prevista l'applicazione di oneri fiscali secondo quanto previsto dalla legislazione tempo per tempo vigente in materia. La duplicazione del Libretto cartaceo comporta il pagamento di 1,55 euro.
 
Dal 1° luglio 2014, la ritenuta fiscale applicata sugli interessi maturati è pari al 26%.
I versamenti in contanti e i prelievi possono essere effettuati presso qualunque ufficio postale, mentre il versamento di assegni può essere effettuato solo presso l'ufficio postale di radicamento del Libretto. I prelievi giornalieri in contanti di importo superiore a 600,00 euro, presso uffici postali diversi da quello di radicamento del Libretto, possono essere effettuati esclusivamente tramite la Carta Libretto. Per il Libretto dematerializzato non esistono limiti di prelevamento in qualsiasi ufficio postale. In ogni caso il prelevamento in contanti di un importo rilevante deve essere compatibile con la disponibilità di cassa dell'ufficio postale che effettua il pagamento. È possibile effettuare la prenotazione della somma da prelevare o richiedere un vaglia circolare negoziabile presso qualunque istituto di credito; in tal caso non esiste alcun limite di importo.
È possibile effettuare versamenti: in denaro contante, mediante negoziazione al dopo incasso di assegni bancari o circolari (servizio offerto da Poste Italiane con accredito del relativo importo solo ad incasso avvenuto). È possibile effettuare prelievi mediante l'utilizzo della Carta Libretto presso gli sportelli automatici (ATM) contraddistinti dal marchio POSTAMAT entro i limiti di 600,00 euro giornalieri e di 2.500,00 euro mensili, ovvero presso tutti gli uffici postali. È possibile, a richiesta e tramite il versamento delle commissioni previste dai Fogli Informativi, chiedere l'emissione di un vaglia o di un assegno vidimato in luogo del denaro contante.
Non è possibile utilizzare la Carta Libretto sui circuiti Visa o MasterCard.
Per il Libretto cartaceo nel caso di delega per singola operazione è possibile effettuare il prelevamento unicamente presso l'ufficio postale di radicamento. Nel caso di delega permanente, nell'ufficio postale di radicamento sarà possibile prelevare qualsiasi importo mentre, in uffici diversi dal radicamento, l'importo massimo giornaliero prelevabile è pari a 600,00 euro. Nel caso di Libretto dematerializzato, al delegato è rilasciata la Carta Libretto che permette di operare senza limiti presso qualsiasi ufficio postale.
 
L'intestatario può delegare una o più persone, in numero non superiore a 4, a rappresentarlo nei rapporti con Poste Italiane. Per il conferimento della delega l'intestatario deve compilare e sottoscrivere l'apposita documentazione presso l'ufficio postale di radicamento; tale documentazione deve essere sottoscritta anche dal delegato, che deve essere presente e depositare la propria firma. I soggetti interessati (delegante e delegato) devono avere la piena capacità di agire. L'intestatario del Libretto cartaceo potrà indicare gli eventuali limiti dei poteri di rappresentanza conferiti al delegato, mentre l'intestatario del Libretto dematerializzato potrà conferire unicamente delega generale ad operare sul rapporto e il delegato riceverà una Carta Libretto a sé intestata.
Il delegato potrà effettuare in nome e per conto dell'intestatario e, nel caso di Libretto cartaceo in osservanza degli eventuali limiti ai poteri di rappresentanza conferitigli, tutte le operazioni consentite all'intestatario e rendere, in nome e per conto dello stesso, tutte le dichiarazioni a tal fine necessarie. Le revoche e le modifiche delle facoltà concesse ai delegati, nonché le rinunce da parte dei medesimi, anche quando siano state depositate e pubblicate ai sensi di legge o comunque rese di pubblica ragione, non saranno opponibili a Poste Italiane finché questa non abbia ricevuto, presso l'ufficio postale di radicamento, la relativa comunicazione scritta presentata direttamente o inviata a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Detta revoca sarà opponibile a Poste Italiane dal giorno successivo alla ricezione della comunicazione.
 
Non è possibile modificare l'intestazione di un Libretto nominativo ordinario. Possono essere designati fino a quattro delegati ad operare sul Libretto medesimo.
 
È necessario recarsi presso il Consolato/Ambasciata italiana del Paese in cui si risiede, compilare e sottoscrivere l'apposito modulo (Delega speciale per riscuotere Buoni e Libretti postali).Tale modulo, autenticato dal Consolato/Ambasciata, unitamente al titolo in originale, fotocopia di un valido documento di identità e codice fiscale dovranno essere inviati a Poste Italiane S.p.A. - BancoPosta - Operazioni - Risparmio Investimenti - Via di Tor Pagnotta, 2 - 00143 Roma. Poste Italiane, effettuato il rimborso del titolo, provvede a inviare l'importo corrispondente mediante assegno vidimato non trasferibile intestato al beneficiario o mediante bonifico estero con accredito sul conto corrente bancario in base alla scelta effettuata dall'avente diritto tra le due modalità indicate nell'apposito modulo, anch'esso reperibile presso il Consolato/Ambasciata.
 
Per gli interessi su Libretti, percepiti da soggetti fiscalmente non residenti in Italia (sia iscritti all'Aire che non iscritti), è possibile applicare il regime lordista purché venga presentata apposita autocertificazione. Tali interessi, infatti, non si considerano prodotti nel territorio dello Stato ai sensi dell'art. 23 del Tuir se percepiti da soggetti fiscalmente non residenti.
 
Si può indicare qualsiasi indirizzo; i Libretti, come previsto dal Decreto MEF del 6 ottobre 2004, non prevedono comunicazioni dirette agli intestatari. Sono previste comunicazioni di tipo commerciale o promozionale qualora l'intestatario abbia fornito il proprio consenso al trattamento dei dati personali per tali finalità: in tal caso, al fine di evitare disguidi, è preferibile, ma non obbligatorio, avere un recapito italiano.
 
In caso di Libretto nominativo ordinario cointestato con un minore di età, è possibile effettuare prelevamenti o estinguere il Libretto, solo con firma di quietanza congiunta dei genitori del minore fino a un importo massimo di 10.000,00 euro nell'anno solare. Per importi superiori a 10.000,00 euro, sia per i prelevamenti che per l’estinzione del Libretto, è necessaria l'autorizzazione del Giudice Tutelare, anche in presenza di clausola di pari facoltà di disposizione da parte dei genitori. 
 
Il minorenne può essere intestatario di un solo Libretto nominativo speciale dedicato a minori d'età. 
Il Libretto dematerializzato è un Libretto di risparmio postale rappresentato unicamente da registrazioni contabili, a differenza del Libretto cartaceo, rappresentato anche da un documento fisico. Dal 15 novembre 2016 è possibile aprire in forma dematerializzata sia il Libretto di risparmio postale nominativo ordinario che il Libretto Smart, in alternativa alla tradizionale forma cartacea. L'operatività sul Libretto dematerializzato è consentita esclusivamente tramite la Carta Libretto, rilasciata obbligatoriamente a tutti gli intestatari del Libretto. Il rilascio della Carta Libretto avviene contestualmente all'apertura del Libretto stesso.
Come per il Libretto cartaceo anche per il Libretto dematerializzato è possibile richiedere a sportello la lista movimenti riportante le operazioni effettuate negli ultimi 12 mesi fino ad un massimo di 40 operazioni. Per il Libretto dematerializzato è, inoltre, previsto il Rendiconto delle registrazioni contabili delle operazioni effettuate. Il Rendiconto delle registrazioni contabili è gratuito ed è reso disponibile, annualmente e all'estinzione del Libretto, sulla pagina WEB "Trasparenza" accessibile tramite i canali BPOL, MyPoste e RPOL.
È, inoltre, possibile richiedere una copia conforme del Rendiconto delle registrazioni contabili direttamente nell'ufficio postale di radicamento del Libretto dematerializzato, corrispondendo le commissioni previste indicate nel Foglio Informativo Servizi Vari.
L'emissione in forma dematerializzata è ammessa attualmente esclusivamente per i Libretti di risparmio postale nominativo ordinario e Smart. Sono esclusi i Libretti al portatore, giudiziario e dedicati ai minori d'età.
I Libretti dematerializzati non possono essere intestati a soggetti minorenni e, in caso di cointestazione (massimo quattro cointestatari), non è ammessa la facoltà di firma congiunta.
È necessario recarsi presso l'ufficio postale e compilare la relativa modulistica. Il rilascio di tale certificazione è gratuito. Si segnala che in caso di Libretto dematerializzato sul Rendiconto annuale delle registrazioni contabili è presente l'informazione sulla giacenza annua ai fine ISEE.
No. Nel caso di Libretto dematerializzato, il rilascio della Carta (non attiva) è contestuale alla richiesta di apertura del Libretto; il cliente potrà attivarla tramite il POS di sportello o tramite qualsiasi ATM Postamat. Nel caso del Libretto cartaceo, invece, il cliente deve attendere che gli sia recapitato il PIN all'indirizzo comunicato e successivamente recarsi all'ufficio postale di radicamento per il ritiro della Carta.
Il saldo dei Libretti al portatore deve essere inferiore a 1.000,00 euro.
Il D.Lgs 90/2017 all’art. 3, comma 12, stabilisce che dal 4 luglio 2017 i Libretti al portatore non potranno più essere emessi e quelli in circolazione dovranno essere estinti entro e non oltre il 31 dicembre 2018.

Libretto Smart

Il Libretto Smart è un strumento di deposito emesso da CDP, garantito dallo Stato italiano e collocato in esclusiva da Poste Italiane. L’apertura, la gestione e l’estinzione sono gratuite, salvi gli oneri di natura fiscale. Con il Libretto Smart è possibile gestire anche online i propri risparmi; in particolare sottoscrivere online Buoni fruttiferipostali dematerializzati, aderire all’Offerta Supersmart, ricaricare la propria carta Postepay ed effettuare trasferimenti dai/sui propri conti BancoPosta e Libretti. L’operatività sul Libretto Smart aperto in forma dematerializzata è consentita esclusivamente tramite la Carta Libretto, la cui richiesta avviene contestualmente all’apertura dello stesso.
Se alla data di adesione si risulta già intestatari di un Libretto nominativo ordinario con la stessa intestazione che si vuole assegnare al Libretto Smart, si potrà aderire al Libretto Smart esclusivamente tramite la "conversione" di tale Libretto nominativo ordinario. In tutti gli altri casi si può aderire al Libretto Smart tramite l'apertura di un nuovo Libretto.
È consentita l'intestazione di un solo Libretto Smart alla stessa persona fisica o gruppo di persone fisiche. I Libretti Smart possono essere intestati a persone fisiche maggiori d'età in numero non superiore a quattro.
Nel caso di Libretto Smart cointestato non è consentita l'esclusione della pari facoltà di disposizione.
La Carta Libretto è una carta rilasciata unitamente al Libretto Smart che consente di prelevare e versare somme sul libretto, di operare gratuitamente e in circolarità in tutti gli uffici postali. Con la Carta Libretto, inoltre, è possibile prelevare e monitorare saldi e movimenti presso tutti gli ATM Postamat, tutti i giorni dalle ore 6.00 alle 22.00.
Una volta perfezionata l'adesione al Libretto Smart, sarà inviato automaticamente a casa un PIN. Una volta ricevuto il PIN è necessario recarsi presso l'ufficio postale in cui si è aderito al Libretto Smart e ritirare la Carta che verrà attivata dall'operatore.
La Carta ha validità per il periodo sulla stessa indicato. Alla scadenza del periodo di validità viene emessa automaticamente una nuova Carta intestata al medesimo titolare da attivare presso l'ufficio postale di emissione del Libretto.
Nessuna spesa e commissione è dovuta per l'apertura, la gestione e l'estinzione di Libretto Smart e della Carta Libretto.
Il Libretto Smart non consente di effettuare bonifici in uscita o di emettere assegni. I titolari di Libretto Smart, oltre alle tradizionali operazioni di versamento e prelievo di contanti, possono movimentare il proprio Libretto:
  • tramite bonifici da un proprio conto corrente bancario intestato o cointestato, dopo aver richiesto l'abilitazione al servizio presso l'ufficio postale;
  • tramite la funzione girofondo dal proprio conto corrente BancoPosta o Libretto Nominativo Ordinario al Libretto Smart e viceversa, da ufficio postale, attraverso il canale Risparmio Postale online (RPOL), da ATM contraddistinti dal marchio Postamat e da App;
  • tramite assegni tratti da altro conto bancario/postale.
 
Inoltre, il titolare può ottenere l'accredito automatico del proprio stipendio (nel caso di dipendente pubblico), pensione INPS e INPDAP, prestazioni a sostegno del reddito erogate dall'INPS.
 
Gli interessi sono calcolati secondo il calendario civile con il metodo scalare e vengono accreditati nel mese di gennaio con data valuta 31 dicembre. Gli interessi vengono inoltre accreditati al momento di chiusura del Libretto.
È possibile che l’attivazione del servizio non sia stata ancora ultimata. Qualora il problema persista, è necessario rivolgersi presso l’ufficio postale nel quale è stato aperto il Libretto Smart.
È possibile, compilando l'apposito modulo disponibile presso qualsiasi ufficio postale, acquisire puntuali informazioni sui tassi d'interesse applicati, sulla decorrenza delle valute, sugli interessi liquidati e sulle ritenute di legge operate. E' anche possibile richiedere su RPOL la Nota Informativa con riassunto scalare, documento che permette di avere maggiori informazioni sugli interessi accreditati sul Libretto Smart.
Tramite il Servizio Risparmio Postale online (RPOL) è possibile controllare il saldo e consultare l'elenco movimenti del proprio Libretto Smart, verificare i Buoni fruttiferi postali sottoscritti in forma dematerializzata e collegati al libretto stesso, richiedere la Nota Informativa con riassunto scalare e verificare le somme accantonate tramite l'Offerta Supersmart. Nel caso in cui siano state attivate anche le funzionalità dispositive del Servizio RPOL, è inoltre possibile sottoscrivere e rimborsare Buoni fruttiferi postali in forma dematerializzata collegati al Libretto, effettuare operazioni di girofondo dal proprio Libretto a un conto corrente Bancoposta o a un altro proprio Libretto nominativo, entro il limite giornaliero di 10.000,00 euro e mensile di 30.000,00 euro, ricaricare la propria carta Postepay e attivare/disattivare  accantonamenti. Tali funzionalità, ad eccezione delle richieste della Nota Informativa con riassunto scalare, sono anche disponibili, per dispositivi Android e iOS, anche sull'App Risparmio Postale.
Per usufruire delle funzionalità dispositive è necessario che la Carta Libretto risulti attiva.
Al momento, le app sono disponibili esclusivamente sugli store Google Play (dispositivi Android) e Apple App Store (dispositivi iOS). 
Le modalità di negoziazione e di accredito degli assegni sui Libretti di Risparmio sono indicate nel "Modulo di richiesta servizi a valere sul conto corrente BancoPosta e/o sul Libretto di risparmio postale": in particolare, l'importo di assegni bancari, circolari, vaglia ed altri titoli similari può essere negoziato per deposito su Libretto e viene accreditato da Poste Italiane S.p.A. ad incasso avvenuto. Il deposito viene annotato solo successivamente alla verifica dell'effettivo pagamento dei titoli e reso disponibile a partire dal quarto giorno lavorativo bancario per gli assegni postali, e dal settimo giorno lavorativo bancario, per gli assegni bancari e circolari. In base a quanto sopra specificato, la negoziazione degli assegni sui Libretti avviene con modalità al dopo incasso e non salvo buon fine, ne consegue che la data di accredito, di disponibilità e valuta è la stessa.
Ai titolari di Libretto Smart è consentito disporre bonifici SEPA nazionali in ingresso sul proprio Libretto Smart provenienti da conti correnti del circuito bancario a sé intestati o cointestatati, previa richiesta di autorizzazione presentata all'ufficio postale.
È possibile attivare le funzionalità dispositive contestualmente all’apertura del Libretto Smart o successivamente, presso l’ufficio postale dove è stato aperto il Libretto.
Per l’attivazione il cliente deve:
  • richiedere espressamente  l’attivazione delle funzionalità dispositive sottoscrivendo l’apposita richiesta;
  • indicare il numero di telefono cellulare su cui vorrà ricevere i codici “usa e getta” necessari per autorizzare ogni singola operazione dispositiva effettuata online;
  • aver attivato la Carta libretto associata al Libretto Smart.
I titolari di Libretto Smart che posseggono anche un Conto BancoPosta con servizio BPOL attivo (con lettore) e/o con App BancoPosta possono richiedere l’attivazione delle funzionalità dispositive del Servizio Risparmio Postale online anche tramite canale telematico, nella apposita area riservata.
No, il Servizio Risparmio Postale online è gratuito. Le funzionalità informative e dispositive sono tutte gratuite, ad eccezione della ricarica della propria Carta Postepay.
Perché, per motivi di sicurezza, a ogni operazione dispositiva sarà inviato un codice di sicurezza “usa e getta” di 4 cifre via SMS sul numero di telefono cellulare associato al Libretto Smart.

Offerta Supersmart

L'offerta supersmart permette di accantonare, in tutto o in parte, le somme depositate sul proprio Libretto Smart secondo le modalità stabilite nel Foglio Informativo del Libretto Smart pro tempore vigente. Tale accantonamento, qualora sia portato a scadenza, consente di beneficiare di un tasso di interesse più elevato rispetto al Tasso Base del Libretto Smart. 
L'adesione all'Offerta Supersmart è riservata esclusivamente ai titolari di Libretto Smart, secondo le modalità indicate  nel Foglio Informativo del Libretto Smart pro tempore vigente.
È possibile aderire all'Offerta Supersmart attivando gli accantonamenti presso tutti gli uffici postali e, qualora previsto nel Foglio Informativo pro tempore vigente, online, tramite il servizio Risparmio Postale online (RPOL) disponibile su poste.it e tramite l'App Risparmio Postale, per coloro che hanno attivato le funzionalità dispositive.
 
Sì, è possibile disattivare prima della naturale scadenza gli accantonamenti precedentemente attivati, esclusivamente per l'importo totale del singolo accantonamento. E' possibile disattivare un accantonamento dal giorno lavorativo "postale" successivo a quello di attivazione. Nel Foglio Informativo, pro tempore vigente, è indicato di volta in volta se può essere utilizzato anche il canale online, tramite il servizio Risparmio Postale online (RPOL) disponibile su risparmiopostale.it e poste.it e anche tramite l'App Risparmio Postale, per coloro che hanno attivato le funzionalità dispositive.
Nel Foglio Informativo relativo al Libretto Smart sono indicate, per ogni offerta, le durate rese disponibili per gli accantonamenti ed il tasso di interesse annuo lordo corrispondente a ciascuna durata.
Sulle Somme Accantonate portate a scadenza è riconosciuto un tasso di interesse annuo lordo maggiore rispetto al Tasso Base del Libretto Smart, differenziato in funzione della durata di ciascun accantonamento. Gli interessi su ogni singolo accantonamento mantenuto fino a scadenza sono calcolati al tasso di interesse dell'offerta supersmart corrispondente alla durata prescelta, in regime di capitalizzazione semplice, dalla data di decorrenza (inclusa) alla data di scadenza (esclusa).
Sull'importo degli accantonamenti disattivati anticipatamente, invece, viene riconosciuto il Tasso Base pro tempore vigente applicato al Libretto Smart a decorrere dalla data di attivazione dell'accantonamento.
L'accantonamento decorre dal giorno di attivazione (incluso) al giorno di scadenza (escluso) o al giorno di disattivazione (escluso).
Gli interessi sulle Somme Accantonate mantenute per la durata prescelta sono liquidati alla scadenza dell'accantonamento, al netto della ritenuta fiscale. Nel caso in cui il giorno della scadenza coincida con un giorno festivo, gli interessi maturati sull'accantonamento sono resi disponibili sul Libretto il giorno lavorativo "postale" successivo.
Gli interessi sulle Somme Accantonate disattivate anticipatamente vengono capitalizzati al 31/12 dell'anno in cui è stata disposta la disattivazione e sono liquidati in sede di liquidazione di fine anno assieme agli interessi sul Libretto Smart o in sede di chiusura del Libretto Smart, al netto della ritenuta fiscale.
Le Somme Accantonate tornano nuovamente disponibili sul Libretto Smart il giorno della scadenza dell'accantonamento o della disattivazione anticipata dello stesso.
Per ciascuna offerta l'importo minimo e massimo viene indicato nel Foglio Informativo del Libretto Smart pro tempore vigente.
Sì, è previsto un numero massimo di accantonamenti giornalieri e per offerta indicati nel Foglio Informativo pro tempore vigente.
No, le Somme Accantonate non prevedono spese o commissioni di attivazione, disattivazione e gestione. Le Somme Accantonate sono soggette esclusivamente agli oneri di natura fiscale.
Le Somme Accantonate sono assoggettate al regime di imposta di bollo proporzionale (pari allo 0,2% annuo), applicato al 31/12 di ogni anno sul totale dell'importo accantonato.
L'imposta viene applicata nel caso in cui il singolo accantonamento sia presente alla data del 31/12, viene calcolata sul relativo saldo e rapportata al numero di giorni intercorsi tra l'accensione di ciascun accantonamento ed il 31/12.
Nel  caso in cui al 31/12 non risultino attivi degli accantonamenti ma ci siano state  movimentazioni  nell'anno solare (accantonamenti scaduti o disattivati nel periodo), verrà applicata l'imposta minima di 1 euro.
Anche nel caso di chiusura del Libretto Smart nel corso dell'anno è applicata l'imposta minima di 1 euro.
In qualsiasi momento e gratuitamente, l'intestatario del Libretto Smart può visualizzare online - tramite il servizio Risparmio Postale online (RPOL) disponibile su poste.it e anche tramite l'App Risparmio Postale - e/o richiedere presso qualsiasi ufficio postale, il dettaglio degli accantonamenti in essere e di quelli scaduti o disattivati.
Sì, i prelievi sono ammessi fino a concorrenza delle somme non oggetto di accantonamento (somme libere).
Gli intestatari delle Somme Accantonate sono i medesimi del Libretto Smart su cui è attivata l'offerta (massimo 4).

Estinzione, smarrimento e prescrizione dei Libretti di risparmio postale

Nel caso di richiesta di estinzione di un Libretto di risparmio postale, i tempi massimi necessari per la chiusura del rapporto e il regolamento dell'eventuale saldo positivo risultante a seguito dei conteggi di estinzione sono di 15 giorni, indipendentemente dalla modalità di regolamento scelta dal cliente. Verranno liquidati sia il capitale che gli interessi maturati in corso d'anno. Il processo di estinzione sia per il Libretto cartaceo che per quello dematerializzato prevede che il cliente si presenti una sola volta per l'estinzione del Libretto, indicando in tale sede la modalità con la quale intende ricevere l'eventuale saldo residuo (bonifico, assegno vidimato, giroconto su altro Libretto di risparmio postale o su un conto corrente postale).
Il singolo intestatario che abbia facoltà di operare disgiuntamente (rapporto aperto con la clausola della pari facoltà) può esercitare il diritto di recesso ovvero chiedere l'estinzione del rapporto, con pieno effetto nei confronti di Poste Italiane e degli altri intestatari. Resta fermo l'onere dell'intestatario che ha richiesto l'estinzione di darne notizia agli altri titolari del rapporto.
La duplicazione deve essere richiesta, direttamente dall'intestatario o da chiunque dimostra di averne diritto, presso qualunque ufficio postale mediante compilazione e sottoscrizione della denuncia di perdita sulla quale devono essere indicati i dati relativi al Libretto e, in caso di sottrazione, gli estremi della denuncia presentata agli organi di pubblica sicurezza. L'ufficio postale provvede ad affiggere nei propri locali aperti al pubblico un "avviso/diffida" - per 30 giorni nel caso di Libretti con saldo inferiore a 516,46 euro e per 90 giorni nel caso di saldo uguale o superiore a 516,46 euro (la normativa di riferimento è la Legge 30 luglio 1951, n. 948). Trascorso tale periodo, è possibile ottenere il rilascio del duplicato.
La procedura per richiedere il pagamento di un rateo pensionistico accreditato su Libretto smarrito, prevede che l'intestatario della pensione accreditata su un Libretto bloccato perché in fase di duplicazione - durante il periodo di ammortamento del titolo - ha la facoltà di richiedere, presso l'ufficio postale dove è stata presentata la richiesta di duplicazione, la corresponsione di una somma pari all'importo dell'ultimo rateo mensile della pensione/stipendio accreditata/o e di quelli maturati tra la denuncia e la riconsegna all'intestatario del duplicato. A tal fine, l'interessato si dovrà recare presso l'ufficio postale per compilare e sottoscrivere il modulo "Richiesta di prelevamento in assenza del Libretto", che verrà trasmesso a cura dello stesso ufficio postale a BancoPosta - Operazioni - Risparmio Investimenti. Ottenuta l'autorizzazione da BancoPosta, entro le 24/48 ore successive, l'ufficio postale provvederà a corrispondere all'intestatario della pensione/stipendio l'importo corrispondente al rateo mensile.
Per i Libretti postali, indipendentemente dalla data di emissione, trova applicazione il termine di prescrizione decennale che decorre dal giorno in cui l'ufficio postale rifiuta di restituire all'interessato le somme precedentemente depositate.
Significa che il mio Libretto di risparmio postale pur nella libera disponibilità delle somme, non viene movimentato da almeno 10 anni e presenta un saldo superiore a 100,00 euro (articolo 1 del D.P.R. 22 giugno 2007 n. 116 - Regolamento di attuazione dell'art. 1, c. 345, della legge 23 dicembre 2005 n. 266 in materia di depositi dormienti, entrato in vigore il 17 agosto 2007).
Il Ministero dell'economia e delle finanze, presso il quale è stato istituito il Fondo di cui all'art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005, ha affidato a Consap S.p.A ., a decorrere dal 14 giugno 2010, la gestione delle domande di rimborso di somme affluite al predetto Fondo (c.d. "rapporti dormienti"). È necessario richiedere il rilascio dell'attestazione di devoluzione al Fondo presso l'ufficio postale di radicamento. Una volta ottenuta l'attestazione sarà possibile procedere alla richiesta di rimborso rivolgendosi direttamente ed esclusivamente a Consap S.p.A. Le domande di rimborso possono essere inviate anche per via telematica, agli indirizzi riportati nella sezione "contatti" presente sul sito Internet della Società stessa.

Imposta di bollo sui Buoni fruttiferi postali

La metodologia di applicazione dell'imposta di bollo prevede un meccanismo di determinazione della stessa al 31 dicembre di ogni anno, ancorché l'applicazione resti fissata al momento del rimborso di ciascun titolo. Sono esenti dall'imposta di bollo i Buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore ad 5.000 euro. Ai fini dell'esenzione da imposta di bollo sono unitariamente considerati tutti i Buoni con medesima intestazione esclusi i Buoni emessi in forma cartacea prima del 1° gennaio 2009. Si vedano, in particolare, l'art. 19, commi da 1 a 3, del D.L. 201/2011, convertito con modificazioni dalla Legge 214/2011 e l'art. 1, commi 581 e 582, della Legge 147/2013. 
Le aliquote in base alle quali calcolare l'imposta di bollo sui Buoni sono fissate nella misura dell'1 per mille annuo per il 2012, dell'1,5 per mille annuo per il 2013 e del 2 per mille a decorrere dal 2014.
Per calcolare l'imposta di bollo sui Buoni si fa riferimento esclusivamente al loro valore nominale in essere. Si tenga comunque conto che la soglia di esenzione di 5.000,00 euro,  viene calcolata sul valore di rimborso dei Buoni al 31 dicembre.
Per i Buoni emessi in forma cartacea prima del 1° gennaio 2009 l'imposta è calcolata proporzionalmente sul valore nominale del singolo titolo ed è in ogni caso dovuta nella misura minima di 2,00 euro, ma non è prevista la soglia di esenzione per quei Buoni il cui valore di rimborso sia complessivamente non superiore a 5.000,00 euro. L'imposta sul suo titolo sarà quindi di 6,00 euro per il 2012, di 9,00 euro per il 2013, e di 12,00 euro a partire dal 2014 e per gli anni successivi. 
Ai fini del calcolo dell'imposta di bollo, si avrà riguardo alla complessiva posizione finanziaria in Buoni (ad esclusione dei Buoni cartacei sottoscritti prima del 2009) detenuta al 31 dicembre di ciascun anno, a partire dall'anno 2012. Al 31 dicembre di ciascun anno si procederà al calcolo dell'imposta dovuta che verrà determinata con rifermento al valore nominale complessivo dei titoli detenuti ed accantonata per ciascun anno. Al momento della scadenza di ciascun titolo e della annotazione del relativo importo sul Libretto o sul conto corrente postale che fungono da conto di regolamento, l'imposta di bollo verrà proporzionalmente applicata per ciascuno di essi e detratta dall'importo rimborsato. Fintanto che al 31 dicembre dell'anno considerato l'ammontare complessivo del valore di rimborso dei Buoni in essere supererà quello di 5.000,00 euro (c.d. soglia di esenzione), l'imposta verrà applicata sul valore nominale secondo quanto sopra descritto. Inoltre, fintanto che il valore di rimborso del Buono residuo si attesti al di sotto della soglia di esenzione, l'imposta non sarà dovuta per gli anni a venire. 
Se il Buono cartaceo è stato sottoscritto dopo il 2009, vale lo stesso discorso fatto nel punto precedente. Altrimenti si considerano i due Buoni separatamente e, per quanto riguarda il Buono dematerializzato, non si applicherà l'imposta di bollo qualora il valore di rimborso sia inferiore a 5.000,00 euro. In relazione al Buono cartaceo, l'imposta si applicherà nella misura di 4,00 euro nel 2012, 6,00 euro  nel 2013 ed 8,00 euro  negli anni successivi. 
L'imposta di bollo sui Buoni si applica per ogni anno di possesso a partire dal 1° gennaio 2012.
Sì, l'art. 1, commi 581 e 582, della legge di Stabilità ha modificato talune delle precedenti disposizioni legislative relative all'imposta di bollo sui Buoni.
Sì, a partire dal 2014 l'imposta minima di 34,20 euro è stata abolita.
Integrando la disposizione legislativa che, per l'anno 2013, prevedeva - nel caso di Buoni intestati a persona giuridiche - che l'imposta fosse dovuta nella misura massima di 4.500,00 euro, a partire dall'anno 2014 la misura massima resta fissata in 14.000,00 euro. 
In tali casi, ai risparmiatori non sarà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. 

Imposta di bollo sui Libretti di risparmio postale

Se il cliente è persona fisica, l'imposta non è dovuta quando la giacenza media complessiva dei Libretti con la medesima intestazione o cointestazione, rapportato al periodo rendicontato, non supera 5.000,00 euro. Nell'ipotesi di superamento della suddetta soglia, l'imposta è dovuta con riferimento a ciascun Libretto nella misura annua pari a 34,20 euro, se il cliente è persona fisica. Se invece il cliente è persona giuridica, l'imposta annua è pari a 100,00 euro, indipendentemente dal saldo del Libretto. Si veda in particolare l'art. 19, commi da 1 a 3, del D.L. 201/2011, convertito con modificazioni dalla Legge 214/2011. 
L'imposta viene applicata annualmente, in occasione della rendicontazione, e dunque al 31 dicembre di ciascun anno, a partire dal 31 dicembre 2012.
In caso di estinzione infrannuale del Libretto, l'imposta è applicata alla data di cessazione dello stesso e proporzionalmente ragguagliata al periodo rendicontato.
In caso di estinzione infrannuale del rapporto, l'imposta eventualmente dovuta è applicata alla data di cessazione dello stesso e proporzionalmente rapportata al periodo rendicontato. 
L'imposta di bollo si calcola avendo cumulativamente riguardo a tutti i Libretti identicamente intestati. Pertanto, laddove la giacenza media superi 5.000,00 euro, essa verrà applicata con riferimento a ciascun Libretto. 
Sì, l'imposta di bollo trova applicazione anche alla rendicontazione relativa ai Libretti speciali dedicati ai minori di età.
No, nessuna modifica legislativa ha interessato l'imposta di bollo sui Libretti di risparmio postale. Anche per l'anno 2014, pertanto, l'imposta resta dovuta nella misura di 34,20 euro, se il cliente è persona fisica quando il valore medio di giacenza complessiva dei Libretti con la medesima intestazione o cointestazione, rapportato al periodo rendicontato, supera 5.000,00 euro. Se invece il cliente è persona giuridica, l'imposta annua è pari a 100,00 euro, indipendentemente dal saldo del Libretto. 

Le presenti FAQ hanno carattere esclusivamente informativo e non costituiscono elemento contrattuale, offerta, raccomandazione o messaggio promozionale finalizzato all’acquisto. Poste Italiane, pur ponendo la massima cura nella loro tenuta e considerandole affidabili nei contenuti, non assume responsabilità per eventuali informazioni non complete o non aggiornate. Per qualsiasi chiarimento, consultare i Fogli Informativi disponibili sul presente sito o rivolgersi presso gli uffici postali.

Hai bisogno di aiuto?

© Poste Italiane 2018 - Partita iva : 01114601006  

vai a inizio pagina